Un regalo divertente funziona quando la battuta punta a qualcosa che conoscete tutti e due. Gli scherzi generici falliscono perché non sono per nessuno in particolare.
Vale in ufficio come in un White Elephant tra amici: si ricorda ciò che è stato pensato per una persona precisa.
Battute che durano
Un oggetto assurdo di proposito
Un pollo di gomma, una tazza con una frase assurda, la versione gigante di qualcosa di minuscolo. Fa ridere senza spiegazioni e resta a lungo in vista.
Una battuta interna diventata oggetto
Se nella chat del gruppo torna sempre la stessa frase, stampala su una shopper di tela. Se c’è una discussione infinita su un cibo, regala quel cibo. Più è specifico, meglio è: se un estraneo non capisce, sei sulla strada giusta.
Uno scherzo consapevole con un cuore utile
Un libro di ricette dal tema ridicolo ma davvero utilizzabile, un gioco di carte stupido che è davvero divertente, calzini bruttissimi di buona lana. Si ride quando lo si apre e poi lo si usa.
Una versione “peggiore” di qualcosa che ama
L’imitazione più scadente del suo dolce preferito, la cover peggiore della sua canzone preferita, quel film famoso per essere brutto che ha sempre voluto vedere. Funziona perché è pensato per quella persona.
Quando una battuta esagera
Prima di comprarlo, chiediti se lo mostreresti a uno sconosciuto. Se no, la battuta è a spese della persona ed è meglio lasciar perdere. E non spendere troppo per uno scherzo: conta l’idea.
Prima il sorteggio, poi la battuta
Un regalo divertente funziona quando chi regala conosce chi riceve. Cuchumbo fa il sorteggio in privato, quindi nessuno può pilotare chi gli tocca. Poi ognuno pensa alla sua battuta.










